Milano Investigazioni

Uso improprio di beni aziendali

Il danno all’immagine aziendale può comportare il licenziamento di un lavoratore scorretto?

L’utilizzo fraudolento di beni aziendali, qualora possa essere documentato dalla raccolta di prove, è una motivazione sufficiente a mettere in atto il licenziamento del dipendente per giusta causa. In tempi recenti, i casi più diffusi di utilizzo improprio dei beni messi a disposizione dall’azienda hanno a che fare soprattutto con l’utilizzo di internet per fini estranei al rapporto di lavoro.

Si tratta di un fenomeno che si è parecchio diffuso negli ultimi anni e che ha creato evidenti problemi laddove i collegamenti alla rete da parte dei dipendenti siano continui o prolungati e, dunque, tali da interferire con il corretto svolgimento dell’attività lavorativa.

Uso improprio di beni aziendali, esempi

In diversi casi, la giustizia si è schierata dalla parte del datore di lavoro in tema di uso improprio degli strumenti aziendali, in particolare quando tra le conseguenze vi è anche un danno all’immagine aziendale.

Basti ricordare il caso in cui, nella causa r.g. n. 6847/2014, il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso di un dipendente licenziato per aver scattato una foto all’interno dell’azienda per poi pubblicarla su Facebook, condendola con frasi altamente offensive nei confronti del datore di lavoro.

La reputazione aziendale alla base del brand management è un bene inestimabile, che ha un impatto notevole sui profitti e sul valore di mercato dell’azienda. In particolare, secondo i top manager coinvolti in una indagine del 2020, il 63% del valore di mercato dell’azienda è attribuibile alla reputazione.

Pertanto, un comportamento scorretto da parte del dipendente che causi tra le sue conseguenze anche un grave danno all’azienda può essere annoverato tra le giuste motivazioni per un licenziamento.

Quando avviare indagini aziendali

Ma quando si parla di danno aziendale e quando è necessario dare avvio ad indagini aziendali di controllo dei dipendenti? Si parla di danno aziendale quando viene messa in atto una vera e propria opera di infangamento della brand reputation di un’azienda attraverso comunicazioni negative costruite relativamente a quell’impresa. Si tratta di comportamenti che tendono a minare la credibilità di un marchio come nel caso in cui un dipendente approfitti delle occasioni di contatto con il pubblico per diffamare l’azienda presso cui lavora. In casi come questi si tratta di infedeltà dei dipendenti, che ricade tra gli obblighi previsti dall’articolo 2015 del Codice Civile, vincolando il lavoratore ad una tutela della reputazione aziendale.

Nel caso in cui un dipendente non rispetti l’obbligo di fedeltà, viene meno il vincolo fiduciario, una condizione che può comportare contestazione disciplinare e giungere al licenziamento per giusta causa.

Come può essere provocato il danno aziendale?

Attraverso qualsiasi condotta del dipendente giudicabile oggettivamente come comportamento sleale nei confronti dell’impresa, tale da pregiudicarne la reputazione.

All’obbligo di fedeltà sono infatti legati due corollari specifici:

– divieto di concorrenza 

– dovere di riservatezza

Il dovere di riservatezza è inteso a tutelare la reputazione dell’impresa e ad evitare la divulgazione di informazioni e di know-how. Il danno aziendale, però, non è circoscritto ai soli casi suddetti poiché oltre alla diffusione di notizie riservate, se il dipendente fa un uso smodato del diritto di critica può esservi una lesione dell’immagine aziendale.

A chi rivolgersi per uso improprio di beni aziendali?

Proteggersi contro questi pericoli è un passo fondamentale per garantire una lunga e fruttuosa attività ed è necessario poter disporre di servizi a presidio di eventuali azioni o intenzioni tese a screditare o diffamare la reputazione.

Un’agenzia come Milano Investigazioni mette a disposizione dei propri clienti una varietà di indagini aziendali finalizzate al controllo e alla verifica di quei soggetti interni ed esterni all’azienda la cui condotta illecita può generare danni di varia natura come fughe di notizie e dati.

Nella società attuale, infatti, un solo post su Facebook o un tweet sbagliato rischiano di essere sufficienti a nuocere profondamente all’immagine di un’azienda e, per questo motivo, diventa fondamentale il supporto anche a scopo preventivo di professionisti delle indagini, che siano in grado di monitorare in maniera capillare e supportare l’azienda in tema di controllo dei dipendenti.