L’offesa al superiore non giustifica il licenziamento del lavoratore
29-07-2015

La Cassazione ha posto un limite alla qualificazione di “illecito disciplinare grave” tale da giustificare il licenziamento. Nel caso in questione il lavoratore si era rivolto in maniera offensiva al superiore che gli stava facendo un richiamo, ma questo comportamento – comunque definito illecito – è stato giudicato come determinato da una condizione di “turbamento psichico transitorio”, da non assimilare e confondere con illeciti penali gravi – come furto o danneggiamento – che giustificano invece il licenziamento in quanto forma estrema di sanzione disciplinare. Privare per questo motivo il lavoratore del proprio impiego, condizionandone anche la vita della famiglia, è stata giudicata una azione sproporzionata e il licenziamento è stato dichiarato illegittimo.

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