Anche il “pressing” telefonico alla ex è stalking
3-07-2015

La Cassazione ha determinato, con una sentenza del febbraio 2015, che un rilevante numero di chiamate e sms al cellulare della ex moglie configurano un reato di stalking, anche quando non hanno una frequenza eccessiva o sempre e solo un contenuto persecutorio. Nel caso specifico, l’uomo chiedeva di essere dichiarato non colpevole perché messaggi e chiamate non erano così frequenti né minacciosi ed erano effettuati con un telefono a disposizione della figlia della vittima. È stato invece condannato a 1 anno e 3 mesi di reclusione e ritenuto colpevole per aver generato nella ex moglie, con questo suo comportamento, uno stato di ansia e di continua tensione, grave e soprattutto prolungato nel tempo proprio dall’atteggiamento sempre vendicativo e rancoroso da parte dell’ex marito

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