Come difendersi dal mobbing?
15-06-2020

Ad aver bisogno di rivolgersi a un’agenzia investigativa con la finalità di smascherare comportamenti scorretti non sono solo le aziende, ma sempre più spesso anche i lavoratori, che si trovano ad essere vittime di atteggiamenti umilianti e aggressivi da parte di colleghi e titolari.

Questo tipo di comportamenti prendono il nome di mobbing o bossing (nel caso in cui il soggetto che perpetua l’aggressione non sia di pari grado, ma un superiore) e possono manifestarsi in maniere assai diverse, portando la vittima a sentire la necessità di lasciare il lavoro, se non, addirittura, a tentare gesti estremi sentendosi sopraffatta e spesso in trappola.

In Italia, il numero di persone che hanno subito episodi di mobbing e che decidono di rivolgersi agli sportelli di aiuto e alle agenzie investigative cresce ogni anno. Come rivela una ricerca coordinata dal dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, le donne, in particolare se precarie, sono le più esposte a questo tipo di difficoltà e si trovano sottoposte a discriminazioni sul piano lavorativo, ma anche a molestie vere e proprie.

Per questo, imparare a riconoscere comportamenti vessatori portati avanti da titolari e colleghi è il primo, fondamentale, passo per riuscire ad agire in contrasto al mobbing.

Ma che cosa è esattamente il mobbing? Con questo termine facciamo riferimento a tutte quelle azioni persecutorie in ambito lavorativo messe in atto da una o più persone ai danni di un’altra e finalizzate a isolare il soggetto dal gruppo. Si tratta di una vera e propria violenza psicologica, perpetrata nel tempo a danno di una persona più debole con lo scopo di danneggiarla. Esempi di questo tipo di comportamento sono le critiche costanti, le umiliazioni private o pubbliche di qualsiasi genere o la diffusione di notizie false sull’operato di una persona.

La principale fonte di tutela delle vittime è la possibilità di citare il mobber in giudizio, ottenendo un risarcimento di tipo patrimoniale, se non una condanna penale del persecutore. Al fine di ottenere il risarcimento, però, deve essere la persona danneggiata a fornire al giudice prove dettagliate della sofferenza a cui è sottoposta, dimostrando, prima di tutto, la natura dei comportamenti che si ritengono oppressivi e come siano stati reiterati nel tempo.

Spesso però, trattandosi di atteggiamenti subdoli e che non sfociano in violenza fisica, riuscire a dimostrare di essere vittime di mobbing è estremamente complicato. Per questo motivo le indagini per mobbing rappresentano l’arma più efficace che il soggetto può avere a disposizione. Un investigatore privato, infatti, sarà in grado di procedere con indagini accurate, raccogliendo prove e dichiarazioni testimoniali per documentare i suddetti comportamenti aggressivi.

Un’agenzia di investigazione privata dispone, infatti, dei mezzi più adatti per procedere con questo genere di ricerche, sia che si tratti di indagare su vere e proprie molestie sia di procedere con indagini su intimidazioni, che sono le più difficili da smascherare. Attraverso l’analisi di materiali tra cui mail e telefonate, ma anche con pedinamenti (non solo in Lombardia ma anche nelle regioni limitrofe come Piemonte, Liguria e Veneto), i professionisti di Milano Investigazioni saranno in grado di fornire tutte le prove necessarie per incastrare le persone coinvolte, consentendo così al cliente di mettere fine agli episodi di mobbing.