Milano Investigazioni

Furti di metalli preziosi o merci di lusso da parte dei dipendenti: come tutelarsi?

Con 23 aziende nella top 100, l’Italia si conferma il primo Paese a livello mondiale per quanto riguarda i beni di lusso, ma a una produzione d’eccellenza assoluta si affianca una parte meno gratificante, ovvero quella che riguarda i furti di beni e metalli preziosi da parte dei dipendenti.

Sottrazioni di oggetti e metalli preziosi: che cosa fare?

Se un capitolo a parte andrebbe dedicato ai soli furti di rame, altri metalli preziosi come palladio, platino e rodio sono alla base di un altro vero e proprio boom: quello delle sparizioni di marmitte catalitiche, che vengono smontate dalle auto in tutto di mondo proprio per arrivare ai metalli.

Il valore al grammo così elevato, infatti, li rende particolarmente appetibili anche in caso di furti interni da parte di dipendenti infedeli, attirati dalla facilità di nascondere i metalli dovuta alle piccole quantità necessarie per ottenere un buon guadagno.

Non solo metalli preziosi, però, i furti interni riguardano anche i beni prodotti dalle griffe di lusso e da soli arrivano ad essere fino al 90% del totale dei furti (studio Marsh 2021), con grave danno economico e d’immagine per le aziende coinvolte. Per tenere sotto controllo il fenomeno è possibile ricorrere alle ispezioni personali dei dipendenti, che, però, devono sempre avvenire con accordo sindacale e nei modi e nei termini previsti dall’articolo 6 dello statuto dei lavoratori, legge 300 del 1970. 

Quando sono consentite le perquisizioni personali dei dipendenti?

Chiariamo subito che il datore di lavoro non ha la facoltà di perquisire personalmente un proprio dipendente, ma può richiedere delle visite personali di controllo la cui ammissibilità è riconosciuta dallo Statuto dei Lavoratori al fine della “tutela del patrimonio aziendale in relazione alla qualità degli strumenti di lavoro, delle materie prime o dei prodotti”.

È questo il caso delle attività in cui vengono impiegate e lavorate materie prime come i metalli preziosi e dove potrebbero verificarsi comportamenti poco onesti da parte di alcuni dipendenti.

Le ispezioni restano un modo efficace per prevenire e scoprire i furti di metalli preziosi, ma sono consentite solo a condizione di un’intrinseca qualità di strumenti di lavoro, materie prime e prodotti finiti (tra cui figura l’elevato valore economico), ma anche l’impossibilità di prevenire i furti se non attraverso questa tipologia di controllo.

Le perquisizioni per la ricerca di eventuali metalli preziosi o di merci rubati possono essere effettuate solo all’uscita dal lavoro e nel rispetto assoluto della dignità del dipendente. Inoltre, secondo l’orientamento prevalente della giurisprudenza possono estendersi a borse, zaini, marsupi e altri effetti personali solo in caso di accordi sindacali e dovranno seguire il criterio della casualità.

Diverso, invece, è il caso degli armadietti aziendali per i quali è possibile citare il chiarimento in materia espresso dalla risposta numero 20.542 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, datata novembre 2016, e legata alla richiesta di un parere da parte di un importante marchio della moda che desiderava aggiungere ai controlli sul patrimonio la possibilità da parte del responsabile del negozio di ispezionare gli armadietti posizionati negli spogliatoi aziendali.

In questo caso non è necessario alcun accordo sindacale, poiché gli armadietti sono, di fatto, spazi di proprietà aziendale anche se di uso esclusivo del lavoratore.

Quello che è importante mettere in evidenza è l’extrema ratio delle perquisizioni, alle quali andrebbero preferite modalità di controllo alternative, meno invasive o a rischio di contestazione.

In caso di sospetti furti in azienda (tra cui è compresa anche la sottrazione di merci e metalli preziosi) da parte di dipendenti infedeli, ricordiamo che il datore di lavoro può comunque avvalersi in qualunque momento delle indagini aziendali svolte da un’agenzia investigativa come Milano Investigazioni.

In questo modo sarà possibile avere la certezza di un supporto da parte di detective esperti, che forniranno un dossier finale contenente le prove raccolte e che potranno essere impiegare nelle sedi opportune per ottenere il licenziamento per giusta causa del lavoratore infedele.