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Testo Unico delle Leggi Pubblica Sicurezza (TULPS)

(regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 26 giugno, n. 146)

Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (abbr. con l’acronimo TULPS), nell’ordinamento giuridico italiano, è un testo unico emanato con il R.D. 6 novembre 1926 n. 1846 ed approvato con regio decreto 18 giugno 1931 n. 773. Con il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 venne emanato il relativo regolamento di esecuzione (Regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Ambo i testi normativi sono tutt’oggi vigenti.

Caratteristiche:

Il TULPS si caratterizzò essenzialmente come un testo di polizia amministrativa, regolando con precisione (per i tempi doviziosa) le modalità di controllo statale delle attività dei privati che potessero rilevare ai fini della sicurezza pubblica e dando finalmente un’assai attesa compiuta definizione di molti punti lungamente dibattuti in giurisprudenza e in dottrina. Esso fu, in questo senso, anche strumento di riordino giacché differenze di impostazione od operative addirittura precedenti all’unità d’Italia continuavano a causare differenza di trattamento delle medesime fattispecie fra le diverse regioni italiane, sebbene inevitabilmente (e certo intenzionalmente) fu principalmente strumentale alle esigenze della particolare situazione di governo del periodo.

Il testo unico, sebbene regolasse in modo minuzioso taluni aspetti, da un lato lasciava poca discrezionalità alle autorità circa l’individuazione di obblighi e divieti, dall’altro era tuttavia molto generico in diversi punti, lasciando una certa di discrezionalità alle autorità competenti in materia dei vari settori, nei quali gli apparati statali, impersonati dai singoli funzionari, potevano applicare interpretazioni di una certa libertà che, se normalmente gestibili secondo principi di buon senso, ben si prestavano a maliziosi “intendimenti” orientati dalla politica.
Ad esempio, veniva stabilito il divieto dell’esercizio del mestiere di ciarlatano, non dandone nel contempo alcuna definizione, lasciando nella sostanza l’interpretazione al funzionario preposto, chiamato a interpretare le attività altrui. (Wikipedia)

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Testo unico delle leggi pubblica sicurezza